Realtà Aumentata

La realtà aumentata, “augmented reality” o “AR” in inglese, è una tecnologia che permette di arricchire l’esperienza visiva standard dell’utente attraverso la sovrapposizione in tempo reale di elementi digitali in 2D o 3D allo spazio circostante.

Attenzione! Non è assolutamente da confondere con la realtà virtuale! Non si tratta della visualizzazione di un spazio totalmente fittizio e costituito da oggetti virtuali. Innanzitutto, la realtà aumentata integra oggetti virtuali allo spazio reale circostante; in secondo luogo, qualsiasi superficie reale può essere trasformata in un piano di visualizzazione dell’oggetto virtuale, non essendo vincolati dalla visione su uno schermo. In sostanza, stiamo parlando di una combinazione di oggetti virtuali e realtà.

Al contrario di quanto si possa immaginare, i primi riferimenti a questa innovativa tecnologia non sono così recenti. Una delle prime e fantasiose citazioni risale ad inizio ‘900, quando lo scrittore statunitense  L. Frank Baum, noto ai più come l’autore del Meraviglioso Mago di Oz, pubblicò il romanzo “The Master Key: An Electric Fairy Tale”. Il libro narra la storia di un ragazzino in possesso di un paio di occhiali tecnologicamente avanzati, in grado di scoprire la bontà o la perfidia delle persone. Tali caratteristiche sarebbero apparse per mezzo della lettera iniziale della caratteristica sulla fronte della persona visualizzata attraverso questi occhiali.

Successivamente, nel corso del secolo, specialmente nella seconda metà, film fantascientifici come Star Trek, Terminator, Minority Report, Avatar… non soltanto hanno ipotizzato futuri scenari reali, ma hanno realmente stimolato l’immaginazione dei ricercatori suggerendo campi di sperimentazione e sviluppo. Addirittura, nel film del 1988 “Essi Vivono” di John Carpenter, il protagonista scopre degli occhiali da sole in grado di visualizzare messaggi come “acquista”, “guarda la tv” o “obbedisci” su cartelloni pubblicitari o riviste.

Non a caso, è negli ultimi decenni del secolo scorso, che, in campo militare ed aeronautico, vengono realizzati i primissimi prototipi della realtà aumentata. Si trattò di dispositivi capaci di visualizzare informazioni virtuali relative ad obiettivi o ad indicazioni di volo, come quota e velocità del velivolo, direttamente nei visori di piloti americani, in modo tale da evitare di distrarre lo sguardo per controllare la strumentazione di bordo.

Quindi, in sostanza, questa tecnologia nasce come risposta a possibili esigenze belliche. Quando vedremo i visori AR all’interno delle case? 

Come ho già scritto, negli anni ’80 e ’90, la realtà aumentata è ancora destinata al campo militare ed aeronautico e resta, di fatto, una tecnologia non ancora disponibile per la popolazione, sia per gli elevatissimi costi di sviluppo e realizzazione, sia per i limiti tecnologici del periodo. Per ovviare questa problematica, vengono costruiti sistemi alternativi composti da un casco e da guanti da indossare per muoversi all’interno di uno spazio virtuale limitato, costituito da poligoni simulanti il mondo reale. Il guanto permetteva di interagire con gli elementi, senza però dare la più complicata da sviluppare sensazione del tatto.

Tuttavia, anche questo sistema di realtà virtuale viene scartato e limitato ad esempio al mondo dei videogame.

È con l’avvento dei primi smartphone, nello specifico dell’iPhone 3GS nel 2009, che possiamo finalmente avere una delle prime applicazioni della realtà aumentata letteralmente “a portata di mano”. Layar, un reality browser, consentiva, attraverso i dati di latitudine e longitudine forniti dal GPS e l’accelerometro, di inquadrare un monumento o un edificio e riceverne informazioni storiche o consigli sulle attrazioni nelle vicinanze.

Non solo Layar! Dal 2012 al 2014, è stata stampata Spam Magazine, la prima rivista completamente gratuita, che è anche un’app multimediale ed interattiva che sfrutta la realtà aumentata. Inquadrando le pagine della rivista, l’utente potrà attivare contenuti sia editoriali che commerciali come video, giochi, oggetti in 3D, link, accesso a shop online e molto altro ancora.

A questo punto, è bene ribadire che la realtà aumentata non cerca di ricreare un ambiente virtuale, bensì è una tecnologia che permette di sovrapporre alcuni elementi virtuali al mondo reale circostante, contesto principale della visione. A livello tecnologico, si tratta di un notevole risparmio in termini di sviluppo e tempistiche di realizzazione. Inoltre, si può sfruttare su qualsiasi dispositivo dotato di fotocamera o su smart glasses, i quali, a differenza dei visori per la realtà virtuale che ostruiscono il campo visivo dell’utente, consentono di osservare la realtà circostante in maniera standard.

Ci siamo. Nonostante il progetto Google Glass sia stato definitivamente chiuso nel 2016, sono presenti ancora grandi aziende che hanno immesso nel mercato nuovi visori appositamente progettati per la realtà aumentata, come la Microsoft con gli occhiali HoloLens e Magic Leap con i suoi “miracolosi” occhiali che proiettano la grafica 3D direttamente sulla retina dell’occhio.

Cosa ci riserverà il futuro? Quando inizieremo ad utilizzare visori e realtà aumentata nella vita quotidiana?